domenica 5 febbraio 2017

Luci a led

In questi giorni stiamo scegliendo i faretti da mettere in una casa che stiamo ristrutturando.  Abbiamo optato per la forma quadrata con ottica arretrata e una dimensione massima di 8x8 cm che risulta abbastanza discreta (anche perchè ne usiamo tanti : 6 per l'ingresso, 15 per il corridoio, 3 per il bagno).
La fonte luminosa scelta è stata il led per via della efficienza energetica  (non disperde energia come la alogena)  e per la durata. 
Ci siamo trovati quindi a scegliere fra due opzioni:
Il faretto integrato in cui la struttura e la fonte luminosa sono la stessa cosa.
Il faretto più tradizionale con lampadina separata a led.
Nel primo caso si ha una qualità migliore di luce essendo il chip distribuito nell'intera lampada e durata maggiore potendo contare su un dissipatore di calore più ampio costituito sempre dalla struttura della lampada stessa.
Nel secondo caso essendo il tutto concentrato nella sola lampadina si hanno una qualità e una durata minori.
Tuttavia i problemi della luce integrata sono molteplici: 
-se si rompe il modulo led bisogna portare a riparare tutto il faretto.
-non si ha flessibilità nella scelta della fonte luminosa: le luci integrate più economiche hanno una sola potenza e colore in genere come ad es. il faretto della Pan illuminazione mod. Jango 8x8cm costa solo 41€ di listino ma ha solo una fonte luminosa di 9w led a 3000k di temperatura 


quelle più sofisticate offrono più scelta fra potenza e temperatura: 
Es il faretto di Linea Light mod. Anton Qj è di dimensioni supercompatte (5.2x5.2cm) ha potenze che variano da 2 a 6w e inclinazione fascio di 15,30,60 e 120°. Ma costa il doppio.



Inoltre se si opta su questo tipo di apparecchi bisogna essere sicuri però di non sbagliare potenza, temperatura o angolo di apertura del fascio luminoso.
Per avere libertà di regolazione della potenza si possono scegliere faretti dimmerabili più costosi (usando però specifici dimmer diversi da quelli per le fonti alogene).
Alla luce di queste considerazioni e per limitare le spese abbiamo optato quindi per il tradizionale scegliendo i faretti della SBLUX mod. Retro Alu a tensione di rete (230v) che montano lampadine led con attacco GU10.

Anche se la qualità della luce non sarà il massimo si ha comunque più libertà di scelta dal momento che le lampadine con attacco GU10 hanno diverse potenze, temperature e apertura del fascio percui si può sperimentare dal vivo la fonte utilizzata e nel caso cambiarla senza dover chiamare l'elettricista e fare il reso del prodotto.


lunedì 2 gennaio 2017

Qualche trucco per creare un nuovo bagno o spostare la cucina senza usare il sanitrit

Spesso abbiamo l'esigenza di creare un secondo bagno o spostare la cucina per razionalizzare gli ambienti della casa. In genere per non avere troppi problemi o per reale mancanza di pendenza si preferisce usare il Sanitrit, un trituratore di rifiuti che tramite una pompa riesce a spingererli fino a 6m di altezza e 100m in orizzontale tramite tubi di diametro 20/32 mm (modello Sanibest Pro). 
Anche se ci è stata una evoluzione, questi prodotti sono sempre un pochino rumorosi e soprattutto non sono eterni e quindi richiedono manutenzione e accorgimenti.
Ragione per la quale il ricorso a questo tipo di alternativa deve essere secondo noi, l'extrema ratio di una scelta progettuale.
Prima, nei limiti del possibile, si possono adottare queste soluzioni che riguardano o bagno o cucina.
Per il bagno che è sempre quello più problematico avendo gli scarichi del wc con diametro da 9cm difficili da gestire rispetto a quelli della cucina con diametro 4/5cm:
- se le dimensioni del bagno esistente lo consentono di può cercare di dividerlo in due come nell'esempio:


In questo esempio il bagno 1 è a disposizione della camera più piccola ed è per gli ospiti mentre il bagno 2 è aperto sulla camera padronale: in mezzo la doccia/vasca chiusa da vetri satinati che è condivisa dai due bagni e li rende entrambi completi. I sanitari del bagno di servizio, collocati sul tavolato in cui è presente la colonna condominiale, dotati di scarico a parete (bisogna scegliere l'opzione quando si fa l'ordine - scarico a parete o a pavimento) non hanno necessità del sanitrit così come il lavandino il cui scarico di dimensioni ridotte rispetto a quelle del wc (4cm rispetto ai 9cm di diametro) può passare sotto la doccia.
- Si può fare un gradino:



In questo caso nonostante i due bagni siano vicini, per problemi di sottofondo poco spesso (3 cm in prossimità delle putrelle strutturali essendo un pavimento in ferro e pignatte come erano fatte le solette dell'inizio del secolo scorso) avendo nel bagno 1 spostato i sanitari dalla parte opposta dello scarico condominiale, è stato creato un gradino di 15 cm che consente di posizionare le tubazioni con la giusta pendenza. Nel bagno 2 i sanitari hanno scarico a parete e passano sotto la vasca e quindi non c'è problema.
- Si possono sfruttare i vani che ospitano altre tubazioni (non quelle del gas o canne fumarie sia chiaro) se sono sufficientemente più grandi.
Nel caso di una nostra ristrutturazione dovevamo collocare la cucina in una zona lontana dagli scarichi (8m) e non dovevamo toccare i pavimenti. 




Abbiamo visto che nelle vicinanze c'era un vano vuoto collegato con la cantina: abbiamo quindi raccordato il tubo alla fogna in cantina e poi da questa abbiamo infilato nell'asola dalla cantina dei tubi lunghi 150cm diametro 5cm avvitandoli fra loro fino ad arrivare al primo piano dove c'era l'abitazione.
Da lì abbiamo percorso i due metri circa che ci dividevano dallo scarico del lavello che, essendo a 45cm da terra, ci consente di avere tutta la pendenza che vogliamo.
Gli scarichi della cucina infatti sono i più facili da gestire avendo un diametro più ridotto e potendo contare su un'altezza che permette di gestire tratti lunghi di pendenza sempre che vengano messi nella stessa parete che ospita la colonna di scarico condominiale.







domenica 4 dicembre 2016

Spostamento dei termosifoni nelle case d'epoca

Stiamo ristrutturando una casa dei primi anni del 900 e dobbiamo spostare i termosifoni e metterli nelle nicchie per migliorare la fruibilità degli spazi.
La prima cosa da vedere è se c'è abbastanza pressione nell'impianto condominiale perché il radiatore essendo collocato lontano dal montante tramite tubazioni incassate a pavimento può dare problemi. Nel nostro caso i radiatori del soggiorno sono collocati al massimo a 2 m dai montanti.
Inoltre, per nostra fortuna, l'impianto condominiale ha l'autoclave che consente di ottimizzare la pressione e l'appartamento è al 1 piano, molto vicino alla caldaia. La prima cosa che viene fatta è la diramazione della mandata del calorifero dal montante condominiale che viene chiusa da un rubinetto collegato al tubo coibentato di multistrato. Sull'altro montante viene saldato il raccordo per la tubazione di ritorno del circuito. Quando il calorifero sarà collocato in nicchia e collegato alle tubazioni, il rubinetto verrà aperto e murato nella parete. 
La cosa è molto utile per le case d'epoca che hanno i radiatori posizionati all'esterno della parete e che rappresentano un ostacolo alla sistemazione degli arredi: la possibilità di creare delle nicchie che in alcuni casi si possono ricavare all'interno dei muri (che sembrano portanti ma che spesso hanno intercapedini) consente avere quindi pareti libere per la collocazione di mobili e scrivanie.



Diramazione dal montante


Calorifero collocato in nicchia



Particolare dello stacco saldato al montante condominiale


Particolare del rubinetto che verrà murato



mercoledì 7 settembre 2016

Francia e architettura - parco del Paillon a Nizza

Questa estate abbiamo fatto, come ogni anno, buona parte delle vacanze a Nizza. Oltre a Place Massena ,che risulta sempre essere una realizzazione che non sente il passare del tempo, è stato fatto un nuovo intervento lungo il corso del fiume Paillon che interrato ospitava prima la stazione degli autobus. al posto di quest'ultima, trasferita all'interno, è stato realizzato un parco con molti giochi per i bambini fra i quali una grande fontana con ugelli incassati nel pavimento che spruzzano a tratti acqua nebulizzata o getti veri e propri garantendo la gioia di tutti i bambini per i quali è una autentica attrazione. L'area si sviluppa in lunghezza per 1,5 km per 100 m di larghezza ed è stata progettata dallo studio paesaggista Atelier Pena Paysages coadiuvato nella parte idraulica dallo studio Zekton e per la parte illuminotecnica dallo studio Coup d'Eclat. Il progetto riporta tramite il verde del parco (fatto da 170 specie botaniche provenienti dal nord africa, Sudamerica e Asia), il disegno del fiume sottostante che viene richiamato poi dalla fontana collocata nella parte finale del percorso a cavallo della place Massena. L'acqua utilizzata viene riciclata tramite dei serbatoi di accumulo e filtrata e disinfettata costantemente per garantire massima sicurezza ai bambini e minime spese di manutenzione.
























venerdì 27 maggio 2016

interior design - i piatti doccia su misura

Una alternativa ai piatti doccia di produzione è farli in muratura. Le esigenze per questa seconda ipotesi sono di avere una piano visivamente omogeneo e integrato alla pavimentazione oppure al contrario avere una zona doccia uniforme con pavimento e pareti dello stesso materiale come ad esempio il mosaico. Di sicuro il piatto doccia classico di colore bianco per molti progettisti sta diventando "banale" e quindi si cercano delle alternative.
Aziende come la Kaldewei stanno tuttavia introducendo il colore nel piatto doccia cambiandone completamente la fisionomia. Per i prodotti della serie Conoflat ad esempio sono disponibili ben 34 colorazioni.


Kaldewei conoflat nero

I piatti doccia su misura possono essere realizzati in varie modalità.
Piatto doccia sopraelevato o a filo rispetto al pavimento. Faccio l'esempio di una nostra realizzazione (Gk-architetti - casa C) con una zona doccia interamente rivestita in mosaico: il primo livello è dato da un perimetro in mattoni con malta di cemento che consente di avere l'altezza giusta per poter incassare la piletta di scarico centrale. Dopo si mette una guaina impermeabilizzante in pvc che viene sormontata da uno strato di pendenza fatto con 2/3 cm di malta cementizia. Per essere ancora più previdenti si finisce lo strato di pendenza con Mapelastic - malta bicomponente impermeabilizzante ed elastica (poichè oltre al cemento vi sono polimeri sintetici). Per ultimo il rivestimento in mosaico.


Piatto doccia primo "strato" con cordolo in mattoni


Rivestimento con guaina impermeabilizzante


Strato di pendenza


Strato impermeabilizzante in mapelastic


Rivestimento in mosaico

Piatto doccia prefabbricato: l'azienda Rare, ad esempio, produce dei piatti doccia in metallo con piletta e guide per inserimento dei cristalli doccia e piano prependenziato in schiuma poliuretanica. I piatti si possono fare e personalizzare con qualsiasi forma entro queste dimensioni massime (mt1,5x3). Si può fare a filopavimento se il sottofondo è abbastanza alto (h min 8,5cm). Nel sistema Ad hoc sono compresi i cristalli e le rispettive guide di alloggiamento nel piatto in modo che non ci siano dispersioni di acqua. Inoltre anche il piatto doccia può essere personalizzato scegliendo fra la soluzione con bordino perimetrale oppure senza.





Piatto doccia a filo pavimento a "carabottino": usata per la nautica è decisamente la soluzione esteticamente più elegante per un piatto doccia su misura perchè consente di mantenere il pavimento sullo stesso piano in tutto l'ambiente contando sulle fughe fra le piastrelle/doghe come mezzo per far defluire l'acqua. La pavimentazione risulta cosi perfettamente omogenea non avendo la differenza di pendenza fra la zona doccia e il resto del bagno.
Conosco due modi per farli: facendo un vasca di raccolta con massetto di pendenza in malta cementizia sormontato da una guaina in pvc oppure facendo direttamente una vaschetta in metallo in cui appoggiare con appositi distanziatori le lastre in pietra o le doghe in legno. Bisogna naturalmente stare attenti che la piletta di scarico sia sifonata per evitare che ci siano cattivi odori e bisogna avere un massetto molto alto per alloggiare tutto il pacchetto.
Di seguito 2 esempi di docce a  carabottino:


Questa è in pietra sfruttando lo spazio fra la vasca e il muro del bagno.


Questa in legno e comprende tutta l'area vasca-doccia





domenica 8 maggio 2016

Fuorisalone 2016 - 50 manga chairs by Nendo

E' una installazione molto suggestiva collocata in una altrettanto suggestiva location: il chiostro minore della chiesa di San Simpliciano una delle chiese paleocristiane milanesi meglio conservate situata dietro corso Garibaldi a Milano.
Il tema trainante si rifà al fumetto - appunto manga - che questa volta vede protagonista la sedia con finitura a specchio che viene riproposta seguendo varie trasformazioni. Le 50 sedie, collocate su una griglia, sono quindi caratterizzate come nei fumetti da linee a effetto dinamico e da pop up.
Il fondale è alla Nendo bicolore: ghiaia bianca come pavimento circondata da pannellature nere che delimitano l'installazione e la distinguono dallo storico contesto.











domenica 1 maggio 2016

Fuorisalone del mobile 2016 - Installazione Citizen

Quest'anno il Fuorisalone non è stato a nostro avviso così coinvolgente come negli altri anni (mancavano ad esempi gli eventi organizzati da Interni all'orto botanico e c'erano poche installazioni nel centro della città come negli anni scorsi - vedi gli eventi Audi in Montenapoleone o i gli edifici una volta adibiti a dazi doganali di Piazza Oberdan o piazza XXV aprile trasformati in musei del design). L'eccezione che dà un senso a tanto camminare è rappresentata dall'installazione dell'azienda di orologi Citizen (progetto dell'arch. Tsuyoshi Tane), che ci aveva colpito nel 2014 quando era stata organizzata all'università statale di Milano. Anche questo allestimento è stato ideato dallo stesso progettista ed è collocato nello spazio Superstudio più in via Tortona 27. L'installazione intitolata "time is time", delimitata da un involucro nero, utilizza 120000 circuiti di orologi che proiettano la luce in maniera molto suggestiva ed è divisa in due spazi collegati da un percorso in cui sono esposti i prodotti dell'azienda.